L’utilizzo del lavoro a chiamata da parte delle imprese

L'Istat diffonde per la prima volta i dati analitici sulla domanda di lavoro delle imprese italiane relativa alle posizioni con contratto di lavoro a chiamata (o lavoro intermittente o job-on-call) per gli anni dal 2006 al 2009. Tale tipologia contrattuale è stata introdotta in Italia nel 2003, con la riforma del mercato del lavoro prevista nella legge 30, allo scopo di fornire un'adeguata disciplina giuridica alle prestazioni di lavoro dipendente discontinue e intermittenti. Con questo contratto il lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che può richiedere la prestazione lavorativa, nei limiti stabiliti dalla legge, anche in momenti successivi alla stipula del contratto.

In particolare, le stime si riferiscono all'occupazione, misurata sia in termini di posizioni lavorative sia di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula), alle ore retribuite e alle retribuzioni lorde dei dipendenti con contratto di lavoro intermittente occupati nei settori dell'industria e dei servizi orientati al mercato (sezioni B-N e P-S dell'Ateco 2007), con disaggregazioni per regione e per classe dimensionale delle imprese che li utilizzano.

tag:
dipendenti, lavoro, retribuzioni, settori istituzionali, statistica report
argomento:
Lavoro e retribuzioni
tipo di documento:
Comunicato stampa
Periodo di riferimento
Anni 2006 - 2009
Data di pubblicazione
26 agosto 2010
Testo integrale
(pdf 81 KB)
No

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